
Per spiegarvi al meglio che cosa è l’aerografia e farvi addentrare in questo mondo, oltre ad utilizzare le mie prime esperienze acquisite negli ultimi anni, ho bisogno soprattutto della vostra immaginazione. Pronti?
Comincio io. L’aerografia è una tecnica artistica che permette di creare immagini con l’ausilio di una piccola pistola ad aria, l’aerografo appunto, su qualsiasi supporto.
L’aerografo, una sorta di pistola da carrozzeria in miniatura, è collegato ad un compressore che permette di dirigere il colore presente all’interno della tazzina sul supporto dove stiamo lavorando, con la sola pressione dell’aria.
Una sorta di pennello senza peli…
scalpello senza incudine…
spatola senza manico…
penna senza punta..
State cominciando ad attivare la vostra immaginazione?
Ora incalziamo.
L’aerografo non tocca il supporto, non c’è nessuno contatto con la superficie, si lavora a distanza. E’ come la bacchetta di un maestro d’orchestra che dal centro del palco pare che tocca corde e tasti degli strumenti di tutti i suoi musicisti per creare la melodia.
L’aerografo fa la stessa cosa, dirige il colore a distanza. Tra l’aerografo e il supporto c’è vuoto, spazio, nulla e l’aerografista dirige il colore verso la superficie, durante questo spazio.
In questo spazio vuoto c’è l’essenza dell’aerografo, un posto sospeso dove si pratica questa tecnica e si creano le forme ancor prima di vederle ricreate sul supporto. L’immagine che è già nella mente viene poi ricreata in quel lasso di tempo che si crea quando puntiamo l’aerografo verso la superficie.
E’ come una danza invisibile tra lo spazio vuoto e quel millesimo di tempo in cui viene puntato l’aerografo. Magica come descrizione, eppure sono proprio questi due elementi a rendere tanto diversa quanto meravigliosa quest’arte.
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