Abbiamo parlato di cosa si può fare con l’aerografo, (praticamente tutto), ora vediamo quello che non si riesce a fare con l’aerografo.

Quel che non si può fare con l’aerografo è: intarsiare, scolpire, bruciacchiare, scalpellare, livellare, modellare, infiorettare, incavare, asportare, ammucchiare, strizzare, e tutte quelle cose che non si possono toccare, passarci la mano sopra, sentire le forme, i rilievi, e gli incavi di un’immagine.

Certo, si può simulare un’immagine in 3d, le si può dare profondità, si può ricreare l’effetto di una superficie liscia, granulosa, tassellata, rugosa, morbida ecc.. si può persino riprodurre l’effetto di una pennellata o di un foglio ruvido d’acquerello ma quel che ci dice l’aerografo in se è niente, a meno che non sia la superficie a parlare (cartoncino, plastica, pelle, ecc..)

Dell’arte dell’aerografo non si può dire che sia una tecnica materica, sotto le mani non si avverte nulla, ma se vogliamo trovare qualcosa di tangibile in quest’arte dobbiamo affinare l’orecchio.

Oltre alla vista, che è il senso che accomuna tutte le arti visive, l’udito è il senso per eccellenza che caratterizza quest’arte visiva.

Il suono dell’aria che esce dalla punta (ugello) dell’aerografo, ci permette di capire se lo strumento lavora bene oppure siamo noi a non lavorare bene. Ogni variazione d’aria e di pressione dell’aria ci parla di come stiamo lavorando.

Col trascorrere della pratica, riusciamo ad associare un determinato spiffero di aria ad un qualche problema visivo (schizzi, spruzzi, getti o blocchi d’aria che appaiono poi visivamente sulla superficie).

E andando ancora avanti siamo in grado di anticipare qualche piccolo difetto visivo semplicemente ascoltando l’aerografo.

E dopo vi assicuro che entra in gioco anche il gusto, perché capire cosa ci sta dicendo l’aerografo quando notiamo che il getto di colore si ferma per pochi millesimi di secondi, o un anticipo di spruzzo vuole avvertirci visivamente di un’imminente macchia che stiamo per creare mentre stiamo con l’heavy metal in cuffia a spaccarci le orecchie, bèh sì, vi assicuro che i sensi sono tutti ben attivi.


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