Nel mondo delle arti di cui trattiamo, un posto particolare lo occupa la customizzazione. L’argomento è vasto e vario toccando praticamente ogni settore di cui gli esperti saprebbero appassionarvi con il loro duro lavoro quotidiano ed una maestria che il trascorrere del tempo dona loro. In questa sede mi limiterò ad enfatizzare il concetto di customizzazione in sé per dare voce a quelle esigenze che non sempre sappiamo esprimere a parole ma che uno specialista del settore sa darvi con le loro invenzioni e creazioni.

Customizzare vuol dire personalizzare sì, ma non è soltanto questo, non è solo semplice e mera personalizzazione, è molte cose tra cui esigenza di cambiare quello che ci viene proposto, è la libertà di essere chi vogliamo, un vero e proprio segno di ribellione, forse a chi siamo.

Quando qualcosa ci viene offerto così com’è tendenzialmente o ci annoiamo e ne cerchiamo altre ancora e altre e altre, oppure la cambiamo.

La realtà ad esempio, specie quando non ci aggrada, tendiamo a modificarla, cambiarla, lottarla, costruirla a nostro piacimento. E così creiamo queste nostre realtà con tutti i pro e i contro delle nostre scelte personali. Allo stesso modo vale il concetto di customizzazione.

Ci viene propinato un design e noi lo vogliamo stravolgere. Il vantaggio della customizzazione è che richiede poco tempo: un giorno, un mese, un anno (o anche più, considerando i tempi dell’idea); con la realtà ci vuole qualcosina in più, tipo una vita intera, però il concetto è lo stesso.

Abbiamo sempre modificato quello che abbiamo e la produzione personalizzata incalza sempre più e in qualsiasi settore: dall’abbigliamento, all’accessorio, al veicolo, alla casa. Non soltanto per tendenza, per moda, ma per un’esigenza primordiale di fondo, comunemente conosciuta creazione. Tarpare la creazione, privarsi di modellare qualcosa che possa calzare bene a noi soltanto è come vivere da automi. Il custom ci viene in aiuto dandoci l’opportunità di cambiare qualcosa che abbiamo ricevuto dall’esterno ma che ancora non rispecchia bene quello che abbiamo dentro.

Questa tendenza del custom di trovarsi al centro tra l’aspetto originario ed il modificato rende il concetto di custom falsato e tendenzialmente fuori dagli schemi con gusti prettamente personali. Le regole che col tempo si danno, specie in determinati settori come quello motociclistico, aiuta a contenere in alcuni parametri le creazioni che fuoriescono dalle menti degli artisti custom tanto da farli divenire dei veri e propri stili.

Ma si sa che a sua volta, questi stili che si sono creati col tempo fatti di regole e parametri non saranno mai abbastanza per i creatori stessi e l’esigenza di imporsi regole stilistiche che noi stessi diamo si bilancerà sempre a quel senso di ribellione di fondo di cambiarle e rimetterle nuovamente in discussione.


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